Curtiss Hawk H-75A-3

Curtiss Hawk H-75A-3
Modello Special Hobby
Scala 1/72

Ciao a tutti.
Ho guardato molte volte questa scatola nel “nostro” negozio di modellismo e alla fine mi sono deciso a comprarla.
La scatola è già ricca di suo, non richiede aggiunte commerciali.

Come al solito sono partito cimentandomi nella colorazione del delizioso abitacolo in resina fornito dalla Special Hobby.
Mi sembra di aver azzeccato il verde degli abitacoli francesi.
Una volta chiuso ed inserito in fusoliera (ho già appurato che dovrò carteggiare parecchio per farcelo stare, meno male che è quello della scatola….) non si vedrà molto.

Io odio le stuccature e la situazione che mi si è presentata durante l’assemblaggio è questa…

…e lo stesso, più o meno, vale per alettoni di coda, giunzione semifusoliere e parte inferiore delle ali…
Prima di arrivare a questo punto, ho anche dovuto correggere la corda delle semiali superiori che è risultata essare più larga di circa 1mm rispetto a quelle inferiori…

A seguire mi sono dedicato a motore e cofanatura (non ditemi che pensavate che quella non avesse bisogno di stuccature…).
Per ora ho forato i cilindri per aggiungere i cavi (filo di stagno da 0,2mm) delle candele della stella anteriore, sto valutando cos’altro sia il caso di aggiungere perchè sarà visibile dopo il montaggio della cofanatura.
Il risultato parziale è questo:

Visto che i carrelli del kit non mi convincevano per niente ed erano anche troppo corti, ho deciso di rifarmeli (è la prima volta che lo faccio, abbiate pietà); a me non sembrano male, non so a voi.
Poi ho colorato il motore ed ho simulato gli attuatori dei flabelli della cofanatura con dei pezzetti di filo di rame, visto che da dietro qualcosa si vedrà.

Preso da raptus dettaglio/modellistico ho deciso di cestinare il carrello posteriore del kit che, per quanto in resina, aveva un aspetto improponibile oltrechè fragilissimo.
L’ho sostituito con uno in filo di rame che ha anche il pregio di fissarsi internamente alla fusoliera in modo più robusto. E’ molto semplificato, ma una volta montato si vedrà ben poco…

Poi in preda alla follia ho deciso di riprodurre il collimatore OPL RX39, visto che le semifusoliere erano già chiuse ho dovuto semplificare la forma del supporto per poter poi fissarlo nell’abitacolo.
La sua scomposizione non mi permette di fare una foto del pezzo montato pre-verniciatura, così ho deciso di mostrarvi il suo esploso; come riferimento ho usato un paio di immagini presenti sul libro “Les Ailes de Gloire n°6”.

Dopo aver terminato il collimatore (deciderò di utilizzarlo o meno solamente all’ultimo momento, dipenderà dal colpo d’occhio in abitacolo), ho litigato lungamente con i trasparenti in vac-u-form.
Alla fine credo di aver avuto ragione io….

Comunque li ho montati, mascherati con nastro Tamiya ed adeguatamente stuccati con cianoacrilica per raccordarli alla fusoliera.
Poi ho dato la mano del colore che si dovrà vedere in trasparenza dall’interno.

Mi sono dimenticato di dire che per le armi alari ho dovuto stirare a caldo dei tubetti di plasticard per ottenere la misura che mi
serviva, non avevo aghi del diametro giusto…
Per un attimo ho anche pensato al modo di riprodurre la foratura laterale delle canne, ma poi ho lasciato perdere.
A seguire ho dato una mano di giallo sulle zone che dovranno venire a strisce e poi sono impazzito con le mascherature pre-rosso per cercare di ottenere un po’ di simmetria.
Devo dire che pensavo di faticare di meno, comunque…

Credo di non aver azzeccato in pieno il “Giallo Vichy”, mi sembra venuto un po’ chiaro…
Comunque poi ci lavorerò un po’ con lavaggi vari e vedrò di correggere la tonalità.
Meno male che a me gli aerei puliti non piacciono mica tanto.

Dopo aver tolto le mascherature, il risultato è questo.
Qualche ritocchino qua e là per poi ricominciare a mascherare per proteggere dalla futura mimetica e per dare il fondo bianco per la decal che andrà sul timone.

Ho fatto un esperimento sui carrelli utilizzando il Chrome Alclad sfruttando due fondi diversi: nero lucido per il pistone e grigio opaco per il resto.
Con una sola spruzzata il risultato è questo:

la zona satinata è il risultato dell’Alclad chrome spruzzato su fondo grigio opaco, quella cromata su fondo nero lucido.
I colori Alclad hanno un pigmento molto fine ed è molto sensibile al fondo su cui vengono spruzzati, ho provato a sfruttare la
cosa e il risultato mi è piaciuto, ho anche evitato un ennesimo lavoro di mascheratura.
Intanto che il colore si stabilizzava ho fatto un preshading sull’aereo; purtroppo non ho la mano molto ferma, però dovrebbe andare bene comunque:

Poi ho finito di colorare i carrelli con un lavaggio fatto con inchiostro seppia ed ho colorato i tubi dell’impianto frenante:

Ho fatto lunghe ricerche in rete per individuare una miscela di Tamiya per realizzare il French Light Blue Grey; dopo la schiaritura dei pannelli sono giunto a questo risultato:

Poi mi sono dedicato al French Sand, al French Dark Brown e al French Dark Green; meno male che Vittorio ha l’iPhone con installato il simpatico programmino iModelKit…

Queste le miscele utilizzate:
French Light Blue Grey = XF2:1 + XF25:2
French Sand = XF52:6 + XF59:10 + XF7:1
French Dark Green = XF5:19 + XF27:13 + XF8:16
French Dark Brown = XF9:18 + XF15:5 + XF8:4

Dopo aver spruzzato il sabbia ho fatto un po’ di esperimenti (per me ogni modello è un nuovo esperimento, ne faccio troppo pochi per avere “automatismi”) con le mascherature ed ho provato varie tecniche:
– fotocopia dello schema mimetico portata in scala corretta e tenuta ad un paio di millimetri dalla superficie del kit
– salsicciotti di patafix
– mano libera
INCREDIBILE! Non ho rilevato differenze apprezzabili sull’effetto finale tra una tecnica e l’altra, sono quasi rimasto deluso…

Fatto questo, ho provato per la prima volta a schiarire i pannelli con i Decolorazione 1 e 2 della True Earth, trovandomi molto bene per l’elevata controllabilità dell’effetto.

Mentre attendevo che la Future catalizzasse ben benino, onde evitare aloni strani utilizzando Micro Set e Micro Sol per le decal, mi sono dedicato a due lavoretti di contorno.
In parecchie foto dell’Hawk, si nota che i vani carrelli avevano un rivestimento interno fatto con una specie di tela color kaki che era incernierato sui fianchi dei vani.
Visto che l’interno dei vani del kit è tristemente liscio e non avevo voglia di dedicare più di tanto al loro dettaglio, ho riprodotto il suddetto rivestimento con la carta stagnola che ricopre le lattine di una famosa bibita americana, quella concorrente di quell’altra…
Mi piaceva la trama della stagnola e sono curioso di vedere cosa salterà fuori una volta verniciati i due pezzi che qui vi mostro ancora grezzi:

L’altro lavoro l’ho intrapreso dopo aver tristemente fallito la prova di foratura delle canne in resina sulla cofanatura. Hho preso il coraggio a otto mani e le ho tagliate via, sostituendole con due sezioni di ago ipodermico, poi ho ritoccato il giallo e questo è il risultato:

Emozione !!!
Ho messo le decals!
Quando faccio un aereo è il momento che temo di più, ma al tempo stesso quello che mi dà più soddisfazione; forse perchè il modello prende vita, forse perchè da’ un senso di “quasi finito”… E’ stata una dura lotta con le decals del timone, alla fine è rimasta qualche micro increspatura che si vede solo con la luce appropriata.

Avviso ai naviganti che desiderassero comprare e realizzare questo kit: la Special Hobby ha toppato totalmente il codice dell’aereo presente sulla coda, nonostante sulla boxart e anche nei cenni storici presenti sulle istruzioni sia corretto. Purtroppo me ne sono accorto solo mentre cercavo info sull’antenna, per cui non ho fatto in tempo ad organizzarmi per la correzione.
Le foto mostrano ancora il codice di coda errato, però appena il mio caro amico dotato di stampante laser avrà tempo e voglia, farò stampare il codice corretto su decal trasparente e provvederò a correggere il problema.
Comunque, a parte questo “piccolo” particolare, devo dire che la qualità delle decals della scatola si è rivelata ottima: sottili, coprenti e sensibili al punto giusto agli ammorbidenti Microscale.
Dopo la posa delle decals e la rimozione delle mascherature dai trasparenti (non senza qualche brutta sorpresa… comunque in qualche modo ho, più o meno, rimediato) sono passato ai lavaggi.

Strada facendo ho anche verniciato le walkways provando per la prima volta la tecnica del sale, ecco il risultato…

Ho anche montato motore e cofanatura…

Ed ecco infine la pancia post-lavaggi:

Ho perso molto tempo per reperire informazioni su come era connessa l’antenna sull’esemplare che sto riproducendo. Ho scoperto che non dipendeva solamente dal modello di aereo, ma cambiava proprio da esemplare a esemplare, anche all’interno della stessa serie.
Alla fine, incrociando informazioni provenienti da disegnie profili reperiti su varie pubblicazioni reperite grazie all’aiuto di alcuni soci AMB, ho trovato una risposta affidabile.
Nel frattempo ho proseguito con l’invecchiamento e con l’assemblaggio di alcuni particolari.

Scarichi e relativi fumi

Tubo di pitot rifatto con ago tagliato e raccordato alla punta tagliata dal fotoinciso originale

Montato collimatore

Aggiunte scrostature fatte con matita Karisma Color Silver

Verniciata ed invecchiata l’elica seguendo un esempio ricavato da un articolo trovato su una rivista straniera:
1- vernciatura con alluminio (ho usato Alclad per comodità, ma va benissimo anche il Tamiya acrilico)
2- verniciatura totale con nero semilucido Tamiya
3- “graffiatura” del nero con un pennello a setole rigide e un “portamine” di fibra di vetro (si usava per correggere i disegni a china su carta da lucido) cercando di seguire il senso di rotazione dell’elica.
4- sporcatura dell’elica con pigmento color sabbia steso a secco, l’ideale è fare ruotare l’elica in mano facendola strisciare contro il pennello in modo da rispettare il movimento di rotazione.
5- “puntinatura” dell’elica con nero opaco acrilico applicato tamponando con una spugnetta.
Il procedimento sembra lungo, ma vi garantisco che in un paio di sedute ve la cavate e, come diceva il modellista da cui ho preso spunto, l’invecchiamento dell’elica è importante quano quello del resto dell’aereo, pena uno sbilanciamento nell’effetto generale.

Ho realizzato l’antenna in filo elastico, autocostruendo l’attacco sulla coda con un tondino di plasticard forato con una punta da 0,25 e poi sagomato per adattarlo alla curla del timone, sulla fusoliera invece ho fatto due fori in cui ho infilato ed incollato il filo.
Ho autocostruito anche l’antenna a lama dietro il canopy che la Special Hobby si è curiosamente scordata di includere nel kit.

Ho fissato i mirini davanti al parabrezza e, per ultimo, ho sporcato le ruote con pigmenti diluiti di tinta adeguata al teatro operativo:
1- ho steso un po’ di pigmento “Gulf War Sand” con un pennellino
2- le ho bagnate con white spirit in modo da trasformarlo in una specie di lavaggio che si è accumulato nel battistrada.
3- Quando si è asciugato, ho spazzolato le ruote con un pennello pulito per rimuovere l’eccesso sulle parti piane e lasciarlo solo negli interstizi
4- Per ultimo ho dato un leggerissimo tocco di dry-brush con nero opaco a smato per eliminare del tutto l’effetto polvere dai punti dove, realisticamente, non avrebbe dovuto esserci.

Per finire, ho optato per una basetta minimalista che facesse risaltare l’interessante mimetica del mio aquilotto.

Buon modellismo a tutti.

Alessandro Morocutti
Associazione Modellisti Bresciani

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3 pensieri riguardo “Curtiss Hawk H-75A-3

  • 26 febbraio 2012 in 21:40
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    bellissimo mezzo! il timone di coda in particolare mi piace da morire. Complimentoni…

  • 28 febbraio 2012 in 16:06
    Permalink

    Impressionante :O

I commenti sono chiusi

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