WSS Grenadier NCO & PMZ-A-750 by Giuseppe De Carolis & Jaume Ortiz

Era da tempo che io e Jaume Ortiz volevamo collaborare insieme per realizzare un paio di scenette con le mie motociclette e i suoi superbi figurini WWII, io gli ho proposto di dipingermi un soggetto Alpine che mi piace da sempre, aspettavo solo di affidarlo ad un grandissimo pittore per  ricavarne il meglio, ci abbiamo messo quasi tre anni per arrivare al risultato che vedete, ma ne è valsa la pena!

Per la mia scenetta ho pensato di ambientare il bellissimo ufficiale dell’Alpine WSS Grenadier NCO accanto ad una motocicletta russa abbandonata, ho scelto una PMZ-A-750; volevo realizzarla molto danneggiata, abbandonata dalle truppe dell’Armata Rossa in ritirata, appoggiata al muro di una fabbrica, eventualmente anche mezzo bruciata …

Partendo da questa idea di massima e dalle dimensioni 5×5 cm. della basetta in radica di Tuia del mio amico Franco “Il Basetta”, ho iniziato il lavoro. Mi sono costruito un muro ad angolo in gesso, utilizzando i mattoncini del Lego di mio figlio, intorno ad esso ho costruito un’infrastruttura in plasticard che consentisse di sostenere un grosso tubo in lamiera che attraversava perpendicolarmente il muro e una scala, insomma una tipica struttura in una fabbrica abbandonata , sull’angolo la motocicletta!

PMZ-A-750

La PMZ-A-750 è stata la prima moto pesante fabbricata in URSS.  Progettata nei primi anni  trenta dalla NATI (Scientific Auto & Tractor Institute) di Mosca, su specifica richiesta da parte del Soviet Supremo dell’Economia Nazionale. Il progettista principale Pyotr Mozharov  era stato responsabile per primi prototipi della moto IZH, ed aveva lavorato in Germania per la BMW. La nuova moto su denominata NATI-A-750, copiando le motociclette Harley-Davidson, con motore bicilindrico a V. Fu inizialmente prevista la produzione presso la LZH con sede a Izhevsk,  i primi quattro prototipi vennero costruiti lì e  completati entro maggio 1933.  Dopo le prove, il Ministero dell’Industria decise di avviare la produzione industriale  presso la Podol’skiy Mekhanicheskiy Zavod (da qui l’acronimo PMZ), a Podolsk.  Entro luglio 1934 inizio la produzione che proseguì fino al 1938, in questi 4 anni vennero prodotte circa 4.600 motociclette che furono utilizzate dall’esercito sovietico durante tutto il conflitto mondiale, sia in versione moto che con sidecar.

Modifica della motocicletta

Sono partito dal vecchio kit della ditta russa AIM Fan model no. 35005 – Soviet motorcycle PMZ-A-750,  ho rifatto i raggi delle ruote, all’anteriore ho aggiunto il copertone con la camera d’aria forata, mentre al posteriore ho lasciato solo il cerchione, mi ero deciso a riprodurre la mia PMZ parzialmente bruciata nella parte posteriore, quindi ruota parafango e sedili sono statirifatti con questo intento, mentre il resto è stato mantenuto nella sua versione originaria, ho rifatto gli scarichi e tutti i leveraggi, modificato il supporto per la mitragliatrice DP28, ancorata al canotto del manubrio, e alcuni particolari del motore.

Colorazione della motocicletta

Ho steso con l’aerografo due mani leggere di primer nero AK, poi sempre con colori AK ho colorato di verde l’anteriore e con toni ruggine il posteriore, in entrambe le zone ho cercando di mantenere il tono scuro del primer, che mi è servito nella transizione tra anteriore e posteriore, il motore è stato dipinto in nero opaco. Poi sono passato al pennello, ho enfatizzato i toni dei verdi e della ruggine, eseguito un leggero drybrush con argento sul motore e sulla ruota anteriore, a questo punto mi sono fermato, dovevo completare l’ambientazione, infatti le stesse tonalità di ruggine e fumo dovevano essere riprese sulla parte destra del muro, quindi il tutto doveva essere rifinito una volta incollata la moto alla base.

Allestimento e colorazione della basetta

Come ho detto, volevo ricreare una piccola porzione di un complesso industriale abbandonato, costruito con gesso un triangolo di muro in cemento, con plasticare ho creato intorno e sopra una struttura di travi in acciaio per sostenere un grosso tubo di 12 mm. di diametro e per accedervi tramite una scala sempre in acciaio, un altro tubo da 5 mm. di diametro con relativa valvola di chiusura completava la struttura, poi con lamina di ottone ho creato un quadro elettrico piuttosto ammaccato. Sul fondo ho sbriciolato alcuni frammenti di gesso avanzato dal muro per creare le macerie della fabbrica, ho aggiunto anche pezzi distorti di metallo e legno.

Tutta la base e la struttura è stata dipinta prima con due mani di primer nero AK, poi con un’altra mano di nero Tamyia, sulla parte destra ho steso una mano di Heavy Chipping AK e successivamente gli stessi toni ruggine AK utilizzati per la moto, poi con un pennello piatto e acqua ho eliminato parte della ruggine per enfatizzare il fumo lasciato dal fuoco che ha bruciato parte della moto e parte del muto e la sua infrastruttura, mentre la parte sinistra è stata dipinta con toni grigi, anche il terreno ha seguito la stessa logica.

A questo punto ho incollato alla base la motocicletta, e come ho detto ho cercato di omogeneizzare il tutto utilizzando pigmenti rust, smoke e nero.

Il figurino

Si tratta del bellissimo soggetto dell’Alpine no. 35152 – WSS Grenadier NCO, ho utilizzato la testina con il berretto da ufficiale e sostituito la mitragliatrice per metterne una più dettagliata, aggiungendo anche la cinghia in cuoio, alla prima occasione ho consegnato il tutto a Jaume, che ha dipinto, come solo lui sa fare, il figurino.

Lascio alle immagini il dettaglio del lavoro di pittura del figurino, come sapete Jaume usa colori acrilici Vallejo per le sue realizzazioni, è uno dei migliori nel creare mimetiche convincenti e anche in questo soggetto ha dato il meglio di se.

Ora la nostra realizzazione è ben custodita nella mia vetrina, insieme ad altri soggetti della mia collezione WWII, con le loro immancabili motociclette!

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