MATADORES NELLA STEPPA: DAL Me-109 AL Fw-190. di Flavio Mucia

Il 22 giugno le truppe tedesche, appoggiate da quelle finlandesi, rumene, ungheresi, ed italiane, per un totale di tre milioni di uomini, diecimila carri armati e tremila aerei, invasero la Russia. A questa massa di uomini e mezzi, si affiancarono anche i fanti della divisione spagnola Azul che annoverava anche una squadriglia da caccia.

1ª Squadriglia

Il primo gruppo di aviatori del generale Franco partì per la Germania il 25 luglio 1941, alla volta della Scuola Caccia di Wernauchen. I 17 piloti che componevano la 1ª Squadriglia erano tutti veterani. Nel corso degli scontri con i caccia repubblicani nei cieli spagnoli, avevano ottenuto in totale di 79 vittorie ebbero in dotazione caccia Messerschmitt Bf.109E. Il 26 settembre i piloti spagnoli con 12 aeroplani decollarono alla volta della Russia. La squadriglia, contraddistinta dal numero 15, fu inserita nel 27° Gruppo da assalto, dipendente dal VIII Corpo Aereo (Richthofen) della II Luftflotte del generale Kesselring. Dopo oltre tre mesi di attività, il 6 gennaio 1941 arrivò l’ordine di rimpatrio, dopo 460 voli di guerra, dieci velivoli abbattuti e cinque piloti deceduti. Il rientro in Spagna coincise con la formazione di una nuova unità, dotata di Me.109F, pronta per l’imminente offensiva della primavera-estate 1942.

Me.109E 1^ Escuadrilla settembre 1941

2ª Squadriglia

La 2ª Squadriglia spagnola, comandata dal capitano Noriega Labat, si costituì sull’aeroporto di Morón il 6 febbraio 1942, completando l’addestramento a Tablada. Dopo una breve tappa a Madrid, il 2 marzo i piloti partirono alla volta della Germania, ricalcando le orme dei colleghi che li avevano preceduti alla scuola caccia di Werneuchen.

Me-109F della 2^ Escuadrilla

Dopo circa tre mesi, l’8 giugno la 2ª Squadriglia furono inviati al fronte, per iniziare le operazioni dall’aeroporto di Orel, un campo situato a nord della città di Kursk, poco prima che la nuova offensiva delle truppe dell’Asse contro la Russia iniziasse il 27 giugno 1942. I piloti spagnoli furono inquadrati nello Jagdgeshwader 51. Gli aerei in dotazione alla squadriglia spagnola furono i caccia Me.109F, ricevuti dai tedeschi, dopo che questi ultimi avevano ricevuto i più moderni Focke Wulf 190. Una consuetudine questa che si ripeteva. I piloti spagnoli della prima squadriglia, infatti, avevano volato con la versione “E” del caccia Messsrscmitt, mentre i piloti della Luftwaffe già impiegavano la versione successiva.

Mentre i settori settentrionali e centrale del fronte rimasero inattivi, a sud i tedeschi, agli ordini del generale Von Bock, passarono all’offensiva, affiancati da truppe italiane, ungheresi e rumene. La Wehrmacht sfondò il fronte, raggiungendo la città di Voronej. Ma anziché proseguire verso est oppure nord, le truppe tedesche piegarono a sud ed il 9 luglio attraversarono il fiume Donetz.

I caccia della 2ª squadriglia spagnola furono inquadrati nel sistema difensivo tedesco che poteva contare sia su radar sia su guida caccia a terra, per la difesa dalle incursioni avversarie. Dall’inizio di luglio iniziarono i voli di guerra, con una crescente intensità. In uno dei primi scontri con l’avversario fu abbattuto proprio il capitano Noriega che, imprigionato nel velivolo si schiantò al suolo. Spariva così il comandante dell’unità dopo soli otto voli di guerra e due combattimenti aerei. Il capitano Frutos, peraltro, abbatté un Lagg-3, mentre al tenente Escudè ne fu attribuito uno probabile. La vittoria di Frutos gli fece guadagnare una croce di ferro di 2ª classe. Il 5 luglio avvennero diversi scontri tra caccia spagnoli e russi e la 2ª squadriglia abbatté tre aerei avversari più uno probabile: un Lagg-3, un DB-3, un Pe-2, più un altro Pe-2 probabile. Ma era solo l’inizio. Il 18 dello stesso mese il brillante risultato fu superato. I Me.109F spagnoli, decollati su allarme per proteggere un bimotore da ricognizione Focke Wulf 189, si scontrarono con cinque caccia Lagg-3. I russi furono abbattuti tutti. Il bilancio del primo mese di combattimenti era senza dubbio positivo.

A fronte di sei abbattimenti sicuri più altri quattro probabili, la squadriglia iberica aveva perso un solo pilota, il capitano Noriega e due aeroplani.

Nel mese di agosto l’offensiva tedesca puntò con decisione verso sud, verso Stalingrado, ed il fulcro dei combattimenti si allontanò dalla sede del reparto spagnolo. Il 7 agosto l’unità perse il suo secondo pilota. Il tenente Navarro, nel corso di un volo di scorta entrò in collisione con il compagno di coppia, rimanendo ucciso. Nello stesso mese il capitano Alférez Bengoa ed il tenente Escudè abbattono due Il-2, mentre il probabile abbattimento un DB-3 ed un Lagg-3 probabili fu attribuito ad altri piloti. Nel corso di un inseguimento di un Il-2, il tenente Barañano, colpito dalla reazione avversaria, riuscì con molta difficoltà a rientrare alla base. La sia, però, era la sua prima disavventura. In precedenza lo stesso pilota era stato costretto ad un atterraggio fuori campo per esaurimento del carburante. Con il passare dei mesi i combattimenti divennero meno frequenti ed in settembre i piloti spagnoli ottennero solo altre due vittorie. Il giorno 9 il capitano Frutos abbatté un Pe-2 ed il giorno 13 il tenente Barañano un Il-2. Per entrambi era il secondo aereo avversario abbattuto. Con l’arrivo dell’inverno, russi, sotto la guida dei generali Timochenko e Tchuikov, incrementarono l’attività, riuscendo a rallentare i tedeschi a Stalingrado e nel Caucaso. Anche il loro modo di ritirarsi, a differenza delle fasi iniziali dell’offensiva tedesca, fu ordinato, permettendo di conservare intatte le loro forze. Il 29 ottobre il capitano Bengoechea abbatté un Lagg-3, portando a quattro le proprie vittorie, più una probabile, mentre il capitano Serra riuscì ad abbattere un Lagg-3. Pochi giorni dopo, l’8 novembre, gli Alleati sbarcarono in Africa settentrionale e la reazione tedesca fu quella di occupare la Francia di Vichy, arrivando ai Pirenei. La situazione per la Spagna divenne di colpo seria, come pure per i volontari in Russia, dove nel frattempo era ripresa la controffensiva dell’Armata Rossa. L’11 novembre la 2ª squadriglia ottenne l’ultima vittoria grazie al tenente Luis Mediano che abbatté un Pe-2. Dalla Spagna, infatti, stava giungendo al fronte la 3ª squadriglia che era stata formata il primo settembre, sempre sull’aeroporto di Morón.

Il 30 novembre, ufficialmente la 2ª squadriglia cessò di esistere, anche se sei piloti restarono al fronte aggregati alla unità. Nel frattempo, in Spagna il quadro politico era cambiato. Il governo filo tedesco di Serrano Súñer fu sostituito da quello del più moderato generale Gómez, Jordana, meno prono ad un appoggio incondizionato, anche se ufficialmente neutrale alla Germania. Peraltro, anche in Russia le cose stavano cambiando. Con l’attacco a Stalingrado, la situazione per l’Asse divenne drammatica. Il rifiuto di Hitler di autorizzare la ritirata a Stalingrado, nella convinzione che la Luftwaffe sarebbe riuscita ad assicurare ogni giorno 750 tonnellate di rifornimenti alle forze tedesche asserragliate nel perimetro della città si dimostrò catastrofico. Il trasporto aereo riuscì a farne prevenire solo 286 tonnellate, ridottesi poi a 100 alla fine di dicembre. Il risultato fu l’inutile tragica resistenza dei soldati tedeschi del generale von Paulus. La guerra sul fronte russo aveva subito una svolta definitiva.

La 3ª Squadriglia al fronte

Le operazioni della 3ª Squadriglia spagnola iniziarono nel modo peggiore. Il 1° dicembre 1942, nel corso di una delle prime missioni, il capitano Andrés Asensifu costrettoad atterrare fuori campo in territorio nemico per un’avaria al motore. Catturato dai russi, fu liberato solo nel 1953.

Il 27 dicembre il tenente Carmelo Lacruz Cuervo ottiene la prima vittoria, abbattendo un Il-2, mentre il suo gregario, il tenente Barañano, si aggiudicò un altro Il-2 probabile, Il suo aereo, però, fu colpito al serbatoio dell’olio, costringendo il pilota ad atterrare fuori campo, per fortuna dentro le linee amiche. Il capitano Bengoa, lo stesso giorno abbatte un Pe-2.

Il 12 gennaio la squadriglia perde un altro pilota. Il tenente Lacruz, decollando su allarme, capottò. Il pilota, ferito, non rientrò più al reparto.

Mentre i rigori dell’inverno russo stringevano in una morsa di ghiaccio aerei ed aeroporti, all’inizio del 1943 ai piloti spagnoli fu comunicato che avrebbero ricevuto i nuovi caccia Focke Wulf 190A-3, in sostituzione dei Me-109F, impiegati dalla 2ª e dalla 3ª Squadriglia. Era una bellissima notizia che premiava i loro sforzi, anche se avrebbe certo causato difficoltà al personale tecnico, ormai esperto nella manutenzione del ‘109.

Il 27 gennaio, mentre l’attività aerea si intensificava sempre di più, i piloti della squadriglia spagnola, con i loro Messerschmitt, conseguono la vittoria più significativa. Il tenente Barañano ed il parigrado Miguel Martinez Vara del Rey abbattono due Pe-2 ciascuno, mentre Beriaindistrusse due Lagg-3 ed il tenente Gonzalo Hevia un terzo. Tre giorni dopo il tenente Ramòn Gavilán abbatte un I-153.

Il mese di febbraio 1943 vide la Divisione Azul sostenere i combattimenti più violenti da quando era iniziata la campagna. In particolare il 10 febbraio la 45ª, 63ª e 72ª divisione dell’Armata Rossa, appoggiate da 187 batterie di artiglieria, attaccò con violenza l’ala destra della divisione spagnola, tenuta dal 262° Reggimento del colonnello Sagrato. Per la Squadriglia furono giornate davvero intensissime. Gli spagnoli, supportati dalla 212ª Divisione tedesca riuscirono a tenere la posizione, anche se lasciarono sul campo 2.800 soldati tra morti e feriti.

La 3ª Squadriglia ebbe il momento di maggiore splendore alla fine del mese di febbraio. In tre giorni, dal 22 al 24 ottenne ben 11 vittorie: 5 Il-2 a carico di Pérez Muñoz, Hevia, Gavilán Martinez e Luca de Tena, 2 Pe-2 da parte di Ferrándiz e Azquesta, 3 Lagg-3, due da parte di Havia ed uno grazie ad Aldecoa, più un altro Lagg in collaborazione tra questi due ultimi piloti.

L’elevato numero di aerei da bombardamento abbattuti rifletteva l’atteggiamento difensivo che caratterizzava le operazioni lungo il fronte centrale. I tedeschi avevano, infatti, deciso di modificare le posizioni di retroguardia, abbandonando il saliente di Rzev-Wjasma. Per fornire copertura all’operazione, la 3ª squadriglia fu trasferita sull’aeroporto di Seschtschinskaja, situato tra Orel e Smolensk.

Mentre le operazioni in Africa settentrionale volgevano al peggio, con la resa di Rimmel nel maggio 1943, in Spagna il generale Francisco Franco già pensava ad una modifica alla sua politica interna, in prospettiva della possibile fine del conflitto.

Dal 7 al 10 marzo i piloti della squadriglia “Azul” si aggiudicano altre sette vittorie, mentre dal 13 al 19 altri tre caccia Lagg-3 furono abbattuti. Questi successi, però, furono offuscati da due perdite. Il giorno 11, nel corso di un violento combattimento contro la caccia nemica, fu colpito il Me-109 del capitano Antonio Menéndez Conde, ultimo pilota assegnato alla terza pattuglia della Squadriglia, mentre il giorno 14 un bombardamento russo causava la morte di un soldato spagnolo.

Il mese di aprile, oltre a far salire di due unità il numero di aerei nemici abbattuti dalla Squadriglia, si verificò il sospirato passaggio dai Messerschmitt 109 al Focke Wulf 190.

Dopo una settimana di addestramento sui nuovi caccia svoltasi sull’aeroporto di Smolensk, i piloti spagnoli ripresero l’attività, dimostrando come un semplice cambio di velivolo possa modificare in modo consistente i risultati ottenibili. Se con i Me-109F in cinque mesi gli spagnoli avevano abbattuto 33 aerei avversari, in soli due mesi, ma in realtà in soli sei giorni di combattimenti, la 3ª Squadriglia, con il Fw-190 ottenne 29 vittorie confermate più otto probabili. Altri 10 aerei nemici abbattuti in un solo giorno il 10 giugno 1943, nel corso di un combattimento sulla verticale dell’aeroporto di Sechtschinska, nel corso del quale, peraltro perse la vita il tenente Alejandro Pérez Gonzáles. Due giorni dopo, nel corso di un’altra giornata eccezionale, la Squadriglia riportò 9 vittorie sicure più una probabile, attaccando una formazione di una sessantina di aerei nemici.

Il 1° maggio furono abbattuti due Lagg-3, uno sopra l’aeroporto, l’altro lungo il fronte, mentre il giorno 5 fu abbattuto il tenente Juan Roselló Simonet, che riuscì ad abbandonare l’aereo. Il paracadute, però, si lacerò e l’ufficiale perse la vita. Il 6 maggio ripresero massicci gli attacchi dei russi. I risultati, però furono modesti, al prezzo di pesanti perdite. Il 4 giugno il tenente Orozco Meneses abbatte un Lagg-5, l’ultima vittoria della 3ª Squadriglia. Il successivo 23 giugno l’unità prese in carico i piloti ed i velivoli della prima pattuglia della 4ª Squadriglia, consentendo così al personale spagnolo presente di iniziare il rimpatrio, tranne che per quattro piloti della 3ª Squadriglia, i tenenti Ozores e Meneses e gli alfieri, Guibert ed Aldecoa, che avrebbero continuato a volare con la nuova unità.

           Flavio MUCIA

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