Me 163B “Komet”

Messerschmitt Me-163B “Komet”
Modello Academy scala 1/72

Komet (23)

Da scatola! Stavolta lo faccio da scatola!

Quante volte ho sentito me stesso e diversi amici modellisti dire queste parole.

Ebbene… stavolta l’ho fatto davvero!!!

Ma andiamo con ordine.

Il Komet

Tempo fa, grazie ad un “buono spesa modellistico” regalatomi dai parenti ed utilizzabile nel mio negozio di fiducia, sono entrato in possesso di alcuni kit, tra cui il Komet della Academy.

Questo minuscolo e pionieristico aviogetto mi ha sempre affascinato sia esteticamente che storicamente e più volte mi sono domandato quanto pelo sullo stomaco dovessero avere i piloti che l’hanno utilizzato.

Qualche tempo fa, in occasione delle feste natalizie, ho deciso di realizzare questo modello senza farmi prendere dal morbo del superdettaglio e dell’aftermarket; visto e considerato che la Academy ha realizzato un kit più che decoroso, semplice da montare e sufficientemente dettagliato.

La scatola permette di realizzare la versione monoposto o biposto da addestramento e contiene anche il “trattorino” che veniva utilizzato per recuperare l’aereo dopo l’atterraggio sollevandolo da terra, dato che era privo del carrello che veniva sganciato al momento del decollo.

Cogliendo l’occasione delle prove che stavo facendo per la mia prima connessione ADSL, ho trovato sul web le foto di un Komet in restauro in un museo inglese, che mi hanno aiutato a capire che aspetto e che colore avesse l’abitacolo.

Ho quindi realizzato qualche cablaggio in filo di stagno, il volantino in filo di rame ed ho opportunamente modificato la forma della manetta alla sinistra del pilota. Va bene, lo ammetto, ho anche barato aggiungendo le cinture fotoincise prese da un set generico della Reheat; sicuramente non sono corrette, ma in fondo a me bastava che facessero la loro scena sul seggiolino.

Con una velocità per me inusuale mi sono quindi dedicato alla colorazione dell’interno. Non chiedetemi che colore ho utilizzato, so solo che sono partito dal tank grey Tamiya e l’ho mescolato con sky grey ed altri colori fino ad ottenere una tonalità che somigliasse a quella vista nelle foto. RLM? Federal Standard? Lascio volentieri queste cose ai molti modellisti più bravi e preparati di me, io mi accontento così…

Komet (1)

Komet (2)

Il resto del montaggio è senza storia, oramai è passato un po’ di tempo ma non ricordo di aver dovuto utilizzare stucco, il che depone a favore dei masteristi Academy.

Per quel che riguarda mimetica e decals ho potutuo appurare che le informazioni riportate sulle istruzioni sono sostanzialmente corrette, solamente la rappresentazione delle macchie sfumate su fusoliera e timone risulta un po’ semplificata nei profili del kit e potrebbe trarre in inganno chi non avesse a disposizione qualche foto del velivolo originale.

Ho quindi messo mano all’aerografo ed ho colorato il tutto seguendo i consueti passaggi: preshading, RLM76 su superfici inferiori e fusoliera, mascheratura con nastro, stesura del RLM82 su superfici superiori, delimitazione splinter con nastro Tamiya, stesura del RLM81 su superfici superiori, spruzzatura macchie su fusoliera e timone.

A questo è seguita la schiaritura del centro dei vari pannelli con il relativo colore di base opportunamente desaturato ed un lavaggio ad olio con Bruno Van Dick per evidenziare le pannellature.

Poi una buona mano di Future (che buon profumo!), decals, ancora Future e per finire trasparente opaco acrilico Gunze.

Per tutti i colori ho usato mescolanze di acrilici Tamiya “a occhio” fino ad ottenere tonalità simili alle chip di riferimento presenti sulle color chart di vari produttori di colori, solitamente utilizzo quelle della Life Color o Model Master. Alla fine effetto scala, lavaggi e schiariture varie permettono una tolleranza notevole rispetto alla tonalità reale; non dico di andare quasi a caso come quando faccio un mezzo militare che poi subisce interventi molto più invasivi, però ammetto di non dannarmi l’anima per azzeccare l’esatta tonalità…

Komet (4)

Komet (5)

Komet (6)

Komet (7)

Il Kettenkraftrad

Da tempo avevo il set della Academy che comprende anche una Willys ed una Kübelwagen, ma la fonte d’ispirazione principale per il suo utilizzo è stato l’amico Mirko, che l’ha realizzata prima di me utilizzando un delizioso set fotoinciso della Part; quindi ho “leggermente” deviato dal proposito del “tutto da scatola”, tanto l’aereo era finito…

Con il suo permesso (il modellista, si sa, a volte può essere permaloso, meglio cautelarsi) mi sono perciò procurato lo stesso set ed ho iniziato il lavoro.

Mamma mia quanti pezzetti !!! A fronte della decina di pezzi di cui è composto il kit, ci sono 56 fotoincisioni; ho impiegato molto più tempo a montare il Kettenkrad che a realizzare il Komet.

Oltretutto il kit Academy è un po’ sproporzionato (provate a far stare un figurino in 1/72 seduto al posto di guida e capirete cosa voglio dire) ma mi sono ben guardato dal cercare di correggerlo perchè al di fuori delle mie capacità. Comunque alla fine, per non farmi mancare niente, ho aggiunto anche i parafanghi in lamina di stagno e una levetta sul semimanubrio destro, credo che sia lo starter, ben visibile sulla documentazione in mio possesso.

Komet (3)

Mi hanno detto che i mezzi di terra della Luftwaffe sono stati grigi fino al ’43 per poi diventare sandgelb, quindi, teoricamente, avrei dovuto colorarlo di giallo sabbia.

Visto però che anche l’occhio vuole la sua parte e che sul dioramino era già prevista la presenza del “carrello” per il recupero del Komet con quella tonalità, ho trovato la scusa che essendo un mezzo utilizzato esclusivamente in aeroporto era sopravvissuto a lungo e quindi poteva benissimo essere stato prodotto negli anni precedenti; perciò l’ho colorato di grigio e l’ho opportunamente invecchiato per suggerire l’idea di un lungo utilizzo. Forse sono stati i fumi del cianoacrilato utilizzato per le fotoincisioni, però al momento la teoria mi è sembrata plausibile…

Komet (9)

Il “carrello”

Come detto è contenuto nella scatola del kit. Ho trovato pochissime immagini di questo curioso mezzo, però mi è sembrato decisamente troppo semplificato nella parte che rappresenta la sua motrice. Quindi ho deciso di utilizzare solamente la sua parte posteriore in modo un po’ più originale e di rappresentarlo parcheggiato a bordo pista in attesa di essere agganciato ed utilizzato per recuperare l’aereo. L’ho quindi montato, colorato, lavaggiato, drybrushato scrostato ed impolverato e l’ho appoggiato su un supporto di fortuna ottenuto sezionando alcuni stuzzicadenti a sezione quadrata opportunamente invecchiati.

Komet (13)

La basetta

La porzione di pista con prato è stata realizzata utilizzando un pannello di isolante per l’edilizia. Per simulare la testura del cemento ho steso una mano di Mr. Surfacer 500 con un pennello piatto, le fughe sono state realizzate incidendo il materiale con il taglio di un cacciavite; in effetti sono venute un po’ larghe, la prossima volta userò un utensile più sottile.

Ho poi colorato con varie tonalità di grigio cercando di non rendere il tutto troppo uniforme, poi ho sporcato con vari pigmenti e gessetti tritati per simulare il terriccio che filtrava tra i lastroni di cemento a causa dell’usura; qualche ciuffo d’erba qua e là ha reso (spero) ancora meglio l’effetto. Per l’erba ho utilizzato quella della Linea Secondaria incollata con acqua e vinavil e poi colorata con varie tonalità di verde dopo la consueta mano di dark earth che evita il pericolo di vedere porzioni di base di colore “originale”. Ho cercato di variare l’altezza dei ciuffi in modo da rendere più realistico il manto erboso ed ho fatto un generoso drybrush per ingiallire le punte degli steli. Come tocco finale ho aggiunto alcuni fiorellini bianchi, ricavati strappando con la pinzetta piccolissime porzioni di una confezione della Mini Nature fatta per la scala 1/35. A me piaceva l’idea delle margheritine che crescono nei prati incolti, qualcuno mi ha chiesto se mi si era sbriciolato del polistirolo sulla basetta durante le operazioni di imballaggio…

I figurini

Sono tutti della Preiser, gli umani vengono dal set multipose dedicato alla Luftwaffe, mentre il cagnolino che osserva interessato la gavetta di uno di loro viene da una seconda scatola di piloti e personale di terra tedesco. Lo so, non è il massimo e si nota poco, però io sono orgogliosissimo del mio bastardino e dell’idea di utilizzarlo così!

Komet (16)

Li ho colorati con lo stesso metodo che utilizzo per i figurini in 1/35: ho usato olio su base acrilico per gli incarnati, mentre tutto il resto è stato colorato con acrilico secondo i dettami della luce zenitale. A questo proposito, se qualcuno volesse maggiori delucidazioni, consiglio di procurarsi l’ottimo articolo di Andrea Vignocchi apparso sul n°45 di Sky Model, è una buona base di partenza per poi trovare il metodo ad ognuno più congeniale.

Con questo credo di aver detto tutto, quindi sperando di non avervi annoiato troppo vi auguro buon modellismo.

Alessandro Morocutti

A.M.B. Brescia

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