Uno Spitfire nel Garda

Nel lago di Garda, a 90 metri di profondità, è buio pesto. Con l’ausilio di una torcia, non si riesce a vedere ad una distanza superiore al metro, metro e mezzo. Per questo, forse, i segreti che il fango nasconde rimangono custoditi così bene, come il caso di un aereo da caccia Spitfire della seconda guerra mondiale, inabissato nel Benaco oltre sessant’anni fa. Davanti alla Rocca di Manerba, infatti, a circa 700 metri da riva, i sub della “Leonessa Diving Club”, si sono imbattuti nel velivolo britannico, praticamente intatto, con il tettuccio chiuso, con il motore per metà sprofondato nel fango e la coda sollevata.

Le prime vaghe notizie della presenza del velivolo risalgono a non più di due anni fa, insieme ad altre relative ai tanti relitti che il fondo del lago custodisce. Secondo Igazio Zoda, uno degli istruttori del club, il velivolo, completo in tutte le sue parti, presenterebbe diversi fori di proiettili nella parte posteriore della fusoliera, immediatamente dietro al tettuccio. Una circostanza questa che farebbe pensare al fatto che l’aereo possa essere stato abbattuto nel corso di un combattimento. Difficile capire, a causa sia della profondità sia della patina di fango che lo ricopre, se all’interno della cabina di pilotaggio chiusa vi possa ancora qualcosa, o qualcuno, forse il pilota. Dai filmati girati dai sub in occasione dell’immersione che li ha fatti imbattere nel caccia britannico, si nota che la fusoliera inalbera una lettera “V” , presumibilmente bianca, ed il numero “9”.

 

(immagine tratta dal sito www.rafweb.org)
(immagine tratta dal sito www.rafweb.org)

 

Secondo i dati disponibili dagli archivi del Ministero della Difesa britannico, il velivolo dovrebbe essere uno Spitfire impiegato quale cacciabombardiere dal 1435° Squadron, di stanza a Malta prima e a Foggia poi, nel 1944. Il reparto della RAF, in un primo momento impiegato nel ruolo di caccia, fu convertito in quello di cacciabombardiere nel 1943. Operò sia in Sicilia sia sull’Italia Settentrionale, partendo dalle piste intorno a Foggia. Ma c’è di più.

Secondo le notizie storiche disponibili, valutando i 13 abbattimenti di Spitfire, due appannaggio del 1° Gruppo Caccia dell’Aviazione Nazionale Repubblicana e 11 del 2° Gruppo, avvenuti tra il 1943 e la fine della guerra in Italia, tra essi uno solo sembra coincidere con la presenza del caccia nel lago di Garda. L’episodio si riferisce al combattimento aereo avvenuto il 21 ottobre 1944 sulle montagne attorno al lago di Garda, tra 7 Spitfire del 72° Squadron e Me.109 del 2° Gruppo Caccia dell’A.N.R. decollati da Villafranca e da Ghedi. I caccia inglesi furono intercettati sulla parte occidentale del basso lago. Il S.M. Attilio Sanson, pilota del 2° Gruppo Caccia dell’A.N.R. reclamò invano l’abbattimento di uno Spitfire, mentre il 72° Squadron non lamentò perdite”. La vittoria non gli fu riconosciuta, anche se, come riporta Nino Arena nel libro “L’Aeronautica Nazionale Repubblicana – La guerra Aerea in Italia 1943-1945, “Il 21 ottobre 1944, il S.M. Sanson del 2° gruppo Caccia intercettò uno Spitfire sul Garda. Dopo breve combattimento lo abbatté”. Dopo tanti anni, la scoperta quasi causale del velivolo ed i particolari che lo riguardano, potrebbero da un lato, rendere giustizia al pilota italiano, peraltro già asso avendo abbattuto sette velivoli avversari, e dall’altro, soprattutto, rendere omaggio ad un valoroso aviatore britannico.

Il particolare, infatti, che il tettuccio del velivolo inabissato sia chiuso, dal punto di vista tecnico farebbe pensare che il pilota non abbia fatto in tempo né a lanciarsi con il paracadute, né a tentare di uscire dall’aereo una volta in acqua. Se ciò fosse vero, potrebbe darsi che egli si trovi ancora legato al seggiolino del suo aeroplano. I sub del del “Leonessa Diving Club” si sono riproposti di compiere un’immersione mirata, scendendo sulla verticale del velivolo e, dopo aver ripulito dallo strato di fango il vetro del tettuccio, verificare questa ipotesi. Qualora fondata, sarà opportuno interessare le autorità diplomatiche di Sua Maestà, perché si possa valutare un recupero dei resti e rendere onore ad uno sfortunato pilota.

Flavio MUCIA

Ulteriori informazioni in rete sul 1435° Squadron possono essere reperite su:
http://www.rafweb.org/Sqn671-1435.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/No._1435_Flight_RAF
http://www.killifish.f9.co.uk/Malta%20WWII/Luqa.htm
http://www.answers.com/topic/no-1435-flight-raf
sito museo aviazione di malta che conserva uno spit appartenuto al 1435°

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