ALLORA, CI VOGLIAMO MUOVERE?

British tank cruiser A34 COMET

 

Chi mi conosce sa anche della mia passione per i mezzi alleati della WWII, siano essi aerei o terrestri, e soprattutto per quelli inglesi. Reputo alcuni di questi i più brutti mezzi che abbiano mai volato o sferragliato nei vari conflitti, ma indubbiamente hanno un loro fascino.

Quando entrò il produzione il Comet venne considerato il primo vero carro “moderno” del British Army. Relativamente veloce, abbastanza ben corazzato e con un cannone che poteva combattere alla pari con i mezzi tedeschi. Peccato che arrivò troppo tardi per dare un contributo fattivo alla campagna europea…. Infatti i primi carri arrivarono alla 11th  Armored division britannica solamente nel dicembre 1944 senza poter di fatto partecipare alle maggiori battaglie dell’offensiva alleata.

 

La scatola:

Quando la BRONCO mise in commercio la scatola del Comet me la procurai “al volo” dato che il carro era, ed è, uno dei miei preferiti, salvo poi lasciarla a stagionare per mancanza di tempo.  Si tratta di un buon modello corretto e facile da montare, senza troppi fronzoli ma con qualche fotoincisione e la canna in metallo tornito.

Il montaggio prosegue in maniera spedita e senza grossi problemi, lo stucco usato è pochissimo ed i pezzi combaciano molto bene. Unico neo, la misura della culatta del cannone. Questa infatti è troppo lunga e di fatto risulta impossibile alzare o abbassare  il pezzo, la culatta infatti è più lunga dell’anello di torretta e quindi picchia in questo, impedendo al cannone di muoversi. Nel mio caso poco male, andava montato in posizione neutra per cui…..

Per scelta personale ho deciso di fare tutto da scatola, ad eccezione dei cingoli sostituiti con quelli in metallo della Friul Model.

Colorazione

Per la colorazione ho utilizzato il set Lifecolor destinato ai carri americani (Olive Drab) partendo da una base scura per poi schiarire il colore verso l’alto copiando un po’ la tecnica della modulazione del colore, senza per altro riuscirci molto. Nella parte tra i cingoli ho poi aggiunto del pigmento colorato con colori ad olio in modo da simulare l’accumulo di terriccio, lo stesso dicasi per i cingoli, trattati con colore acciaio e ruggine e poi sporcati di pigmento tra le maglie. Terminata la colorazione sono passato alle insegne, 11th Armored division, appunto , in Germania. Ascigato il tutto, ho invecchiato il mezzo con i filtri e le ruggini della True Heart, senza esagerare dato che i carri erano relativamente nuovi e poco usati. Una buona impolverata ha terminato il lavoro.

 Figurini

Volevo rappresentare il carro in movimento, copiando, nel limite del possibile, una fotografia vista sul Web. Mi sono procurato 3 carristi in resina, a cui ho aggiunto le gambe, prelevate dalla banca dei pezzi, in tenuta invernale (a Marzo la Germania è fredda) e ne ho posizionati due in torretta ed uno seduto all’esterno della postazione del mitragliere. Per l’autista, che si vede a malapena ho utilizzato un personaggio della MiniArt che ha una buona gamma di carristi inglesi.

Dato che però il carro mi sembrava ancora spoglio, ho aggiunto sul retro due fanti, sempre della MiniArt seduti sul cofano motore, a cui ho sostituito le teste con altrettante Hornet, intenti a “scroccare” un passaggio. Oltre a questi ho aggiunto anche delle scatole di razioni appoggiate allo scarico del motore.

A questi personaggi ho poi aggiunto un fante della Hornet (in metallo), intento a guardare, e forse invidiare i colleghi, il carro che passa ed un MP che intima l’alt guardando dalla parte opposta dell’incrocio un ipotetico mezzo che ha la precedenza.

 Ambientazione

 Per l’ambientazione ho utilizzato la sezione del muro di cinta di un parco cittadino, sempre della MiniArt, in vacuform e accessori, quali panchine e lampioni in plastica iniettata. Devo dire che i lavori di questa ditta mi piacciono parecchio, sono ben fatti, in plastica morbida e ben lavorabile e soprattutto mai banali.

Per la base ho utilizzato una lastra di schiuma poliuretanica, a cui ho tolto il rivestimento in carta dai due lati, normalmente questi fogli servono per fare il fondo ai quadri, alto1 cm. Sopra questa base ho “inciso” con una punta tutta la sede stradale, fatta a mo di pietre, ed il marciapiede in porfido. Una volta inciso il tutto, ho passato una mano di colla vinilica in modo da dare una certa resistenza alla schiuma. Per la colorazione ho utilizzato una serie infinita di colori Lifecolor, grigio, rosa, giallo, bianco ecc… Per scelta personale ho deciso di fare un’ambientazione piuttosto pulita, senza troppe macerie in una città delle retrovie in cui la vita ricomincia a scorrere relativamente tranquilla.

Una volta termina la base, ho posizionato il carro ed i personaggi, montato il tutto su di una cornice da quadro ed il modello poteva dirsi finito.

 Devo dire che nonostante ami più gli aerei dei carri, ultimamente mi sto divertendo parecchio nel costruire questi ultimi, vuoi per le ottime realizzazioni recenti, vuoi per la possibilità di creare delle storie in poco spazio (per fare un aeroporto occorrerebbe una stanza).

Come sempre, sicuramente si poteva fare di meglio e altri lo faranno certamente, ma per me il modellismo è ancora un passatempo con cui scaricare lo stress, per cui va bene così.

 

 

 

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2 pensieri riguardo “ALLORA, CI VOGLIAMO MUOVERE?

  • 14 marzo 2012 in 10:34
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    bellissimo,immagino quanta pazienza per un diorama cosi ben riuscito!!!

    • 14 marzo 2012 in 19:35
      Permalink

      Grazie per i complimenti.

I commenti sono chiusi

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